“Romo strikes back” e ci regala un’altra fantastica compilation che trasuda trash da tutti i pori, per la gioia di grandi e piccini!L'iniziale “studiare in jeans” fara’ sobbalzare i meno giovani perchè si tratta della stupenda sigla del serial stramegaextracult “I Ragazzi della III C”, Amadeus ci fara’ “saltellare” con l’omonima canzone "tunzettona" per arrivare a 5 pezzi killer, nell'ordine: “Fiki Fiki” di Gianni Drudi (qua un post su di lui, oppure vai qui per la “stupentamente bella” versione del Mago Gabriel), Jocelyn (ma che fine ha fatto?) e la sua “Bobbie Robot” (o sarebbe meglio dire “Bobbie Vobot”), Jo Squillo in versione "Eletrix" con la ramonesiana “Violentami" (aka "Violentami sul Metro’” - qui la sua monografia), Diego Abbatantuono ci regala la sempreverde “Eccezziunale Veramente” (mi vien da piangere) e finamo in bellezza con “Discogatto” de I Gatti di Vicolo Miracoli (la loro "Capito?" e' recensita qua).
Per alcuni sarà il massimo del kitch anni '80, ma io ho un debole per questa donna!
E' da un po' di tempo che bolliva in pentola questa collaborazione e finalmente si e' concretizzata!
Jovanotti in due anni ha già ragginto il culmine della celebrità nazional popolare con due album di grande successo: tutti canticchiavano le sue canzoni, aveva numerosi dischi in hit parade, partecipa con successo al Festival di Sanremo e al Festivalbar, ma Zio Paperone, alias Claudio Cecchetto, non ne ha abbastanza e vuole spremere la sua gallina dalle uova d’oro .
Avevamo lasciato Jovanotti alle prese con catene, cappellino dabaseball al contrario e atteggiamenti da rapper e dopo nemmeno un anno sembra flirtare con il rock caciarone: stivali da cowboy, motociclette, bandiera americana (che più tardi sostituirà con quella di Che Guevara) e "vascorossismo" di rigore!
Lorenzo Cherubini è forse il più famoso prodotto del mastermind Claudio Cecchetto che lo scoperse a metà anni '80 e lo portò nell'allora sua Radio Deejay trasformandolo mefistofelicamente in Jovanotti (sui richiami sociologici che racchiude questo nome d’arte si potrebbe scrivere una tesi di laurea) diventando rapidamente uno dei personaggi di punta della radio milanese.
E allllooooraaaa... ecco a voi un fantastico discao-ao-ao... inciso da quel gran personaggio di Enrico Beruschi, ex ragioniere che raggiunse la massima fama televisiva grazie a quella fucina di comici catodici che fu il "Drive In".
Dopo un paio di album di buon successo commerciale (“Cartoons”, 1989 e “Il Pianoforte Non e’ il Mio Forte” 1990) in bilico tra divertimento e canzone seria, il cantautore genovese accompagnato dall’amico Glezos degli 



