
Non so perché, ma per me la più bella soubrette degli anni '80 era e rimane Heather Parisi. Sarà perché biondissima, sarà per quel sorriso magnetico, sarà per quei brillanti occhi azzurri o per il suo marcato accento americano (ormai diventato più una posa visto che è in Italia da quasi trent'anni). Davvero difficile spiegare a parole la venerazione per questa "artista" del tubo catodico.
Californiana di nascita, ma con radici italiane, Heather incarna il classico caso di chi ha trovato l'America al di qua dell'oceano, anzi esattamente in Italia, visto che la fama della nostra è rimasta gelosamente celata entro i confini del Belpaese (salvo qualche puntata nella penisola iberica).
Leggenda narra che sia stata scoperta nel 1978 casualmente in una discoteca di Roma, dove si trovava in vacanza, dallo scenografo Franco Miseria, che la fece lavorare in RAI fianco a fianco di
Pippo Baudo prima a "Luna Park, poi a "Domenica In", per finire a "Fantastico", popolarissimo show d'intrattenimento del sabato sera, che la consacrò come stella della televisione.
Se parte del successo è sicuramente da imputare alla bellezza fresca e acqua e sapone, non va dimenticato l'indiscusso talento con il quale, con contagiosi passi di danza, intonava le sigle di queste trasmissioni che poi finivano inevitabilmente su appositi supporti sonori, vero e proprio cibo per i mai dimenticati mangiadischi.