
Questa serie di pubblicazioni sono state accesa fonte di discussione, anche accesa, in Italia per la presunta valorizzazione dei valori mafiosi.
La miopia dei recensori non ha colto il valore culturale dell'operazione di ripescaggio filologico e soprattutto hanno voluto ignorare, se non seppellire letteralmente, il retaggio culturale che volente o nolente la mafia ha lasciato in alcune regioni italiane.
Una lucida e brillante analisi di queste raccolte è stata fatta dal Prof. Goffredo Plastino docente di di musicologia dell’Universitá di Newcastle:
Sicuramente non una raccolta "facile" da ascoltare, ma che merita sicuramente l'attenzione di più curiosi.
La miopia dei recensori non ha colto il valore culturale dell'operazione di ripescaggio filologico e soprattutto hanno voluto ignorare, se non seppellire letteralmente, il retaggio culturale che volente o nolente la mafia ha lasciato in alcune regioni italiane.
Una lucida e brillante analisi di queste raccolte è stata fatta dal Prof. Goffredo Plastino docente di di musicologia dell’Universitá di Newcastle:
Le feste religiose in Calabria sono un’occasione importante per ascoltare la musica.
Molti suonatori vi si recano, portando con loro gli strumenti musicali tradizionali. Durante le feste si suona e si balla, si ascolta suonare e si guarda ballare. La musica poi si puó anche comprare. Una presenza presenza costante alle feste é infatti quella del venditore ambulante di musicassette, che offre la sua merce su una bancarella. In contenitori di legno sono esposte le copie dei piú recenti successi della musica pop e raccolte degli anni ’60 e ’70.
In tutte le bancarelle c’é inoltre un settore dedicato alla musica tradizionale calabrese.
All’interno di questo settore, guardando bene, si trovano anche le canzoni della ’ndrangheta.
La vendita di prodotti dedicati alla ’ndrangheta ha suscitato recentemente dibattiti e polemiche in Italia e altrove. Il fenomeno é stato valutato inquietante per l’aperta rivendicazione dei "valori mafiosi" che alcune canzoni contengono, ma anche poco interessante in quanto le canzoni non sarebbero, per alcuni, che una semplice parodia del comportamento "malandrino".
Le cose sono un po’ piú complesse.
La ’ndrangheta é attualmente un’organizzazione meno permeabile e piú agguerrita rispetto a Cosa Nostra e alla camorra. Per la ’ndrangheta il controllo (anche militare) del territorio é essenziale. La semplice reperibilitá di queste registrazioni sul mercato calabrese, conferma la forte presenza dell’organizzazione. Le musicassette sono quindi una "colonna sonora" della ’ndrangheta, ascoltate prevalentamente dai suoi affiliati, che ritrovano le regole e le "storie
esemplari" di questa associazione mafiosa.
I canti della ’ndrangheta sono anche la trasformazione di un repertorio piú antico, quello dei canti di malavita e di carcere, che rivendicano l’innocenza, oppure esprimono ad alta voce l’orgoglio di essere "mafiosi". Oltre ai canti di carcerati, in questi CD vi sono brevi testi e intere canzoni il cui contenuto é una chiara descrizione del comportamento dell’affiliato alla ’ndrangheta. Si veda ad esempio il brano "I Cunfirenti" (dal Vol. I), nel quale il modo di fare del confidente di polizia viene stigmatizzato e punito, anche con la morte.
Piú in generale tutti i comportamenti dello ’ndranghetista sono descritti, spesso minuziosamente: l’affiliazione, il modo di discutere con altri membri dell’ "onorata societá", le risposte da dare alle forze dell’ordine, l’omertá, ecc.
Le musiche sono molto diverse tra di loro. I brani piú tradizionali sono le tarantelle, eseguite con organetto e tamburello.
Anche ai mafiosi piace ballare le tarantelle, ed ecco spiegato il motivo della loro presenza in queste raccolte. Ma non sempre i suonatori tradizionali sono stati d’accordo ad accompagnare con i loro strumenti il ballo dei "malandrini": Alcuni hanno preferito smettere di suonare, piuttosto che piegarsi alle richieste di qualche mafioso. Molto curiosa é la storia del piú grosso interprete del canto di carcerato Ciccio Scarpelli alias Fred Scotti, che finí ammazzato il 13 Aprile del 1971, per aver molestato la donna di un mafioso.
Quasi tutte le canzoni rilevano influenze della canzone artigiana dell’Italia meridionale e mediterranea.
In alcuni casi lo strumento musicale viene suonato come connotazione geografico-criminale (ad esempio lo scacciapensieri nel brano "Sangu Chiama Sangu", Vol. I)
Da questa raccolta emerge un repertorio musicale di ’ndrangheta composito, nel quale sono presenti sia canzoni dal contenuto chiaramente apologetico, sia canzoni che ripercorrono le vicende della mafia in Calabria, sia ancora danze tradizionali inserite nell’ambito della musica degli "uomini d’onore". La musica della "malavita" rileva stratificazioni complesse, esito di vicende culturali e sociali diverse.
Al di lá del fastidio che alcuni testi possono provocare, o del piacere che l’esecuzione musicale puó suscitare, resta il merito di questa raccolta, che per la prima volta rende disponibile al pubblico gli esempi di un repertorio del quale molte volte si é discusso, ma che non é stato mai ascoltato con attenzione.
Questa raccolta va ad aggiungersi dunque, e opportunamente, ai saggi che si occupano del fenomeno mafioso nel meridione d’Italia, e costituisce un documento significativo per la conoscenza piú completa della musica che in Calabria si suona e si ascolta.
Goffredo Plastino (Professore di musicologia dell’Universitá di Newcastle)
Sicuramente non una raccolta "facile" da ascoltare, ma che merita sicuramente l'attenzione di più curiosi.
Vol. I - Il Canto di Malavita (2000)
01. Parlato

02. ‘Ndranghetà, camurra e mafia
03. Sangu chiama sangu
04. U ‘lupu d’Asprumunti
06. I cunfi renti
07. U ballu di famiglia Muntalbanu
10. U commissariu
12. Omertà
13. Cu sgarra paga
14. Appartegnu all’onorata
15. Canto all’Aspromonte
16. Tarantella guappa
17. Ergastulanu
18. I cacciaturi i Muntaltu
19. Parlato
20. A’mbasciata
22. Mafia leggi d’onuri
23. Addiu ‘Ndranghetà
24. Canto di carcerato

Vol. II - Omertà, Onuri e Sangu (2002)
01. Campani d’Asprumunti

02. Saggi cumpagni
03. Nun c’é pirdunu
04. Parlato
05. U mastru di lu sonu
06. Li carceri
07. Parlato
08. Arretu i sbarri
09. Parlato
10. Muttetta pi nu carogna
11. Tarantella santissima
12. Ninna nanna malandrineddu
13. Tira la pinna
14. A casanza
15. Zampugnaru onoratu
16. Cantu pi la me sorti
17. Pi fari u giuvanottu i malavita
18. La me galera
19. Si gira e si rivota
20. Dialogo malandrino
21. Vulimu paci
Vol. III - Le Canzoni dell'Onorata Sociatà (2005)
01. Intro

02. Parlato I
03. E Fua chiamatu
04. Innocente carcerato
05. Cantu i l’emigranti
06. Musulinu galantomu
07. Amuri e carceri
08. Pizzicarella malinconica
09. Era na sira i Maggiu
10. Parlato II
11. Infama Vinditta
12. Penseri / Instrumental
13. Pani e rispettu a li travagghjaturi
14. Vendetta d’onuri
15. Parlato III
16. Incatenatu
17. Nta nu giardinu di rosi e sciuri
18. Tarantella di li tarantelli
19. E lu processu
20. Mi votu e mi rivotu
21. Ammazzaru lu Generali
22. Tarantella alla pizzicarola / Instrumental





1 commenti:
Altre informazioni in "Canta che non passa" di Claudio Metallo
http://kioshi.splinder.com/post/22692850/canta-che-non-passa
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