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I 10 peggiori duetti del Pavarotti & Friends

I 10 peggiori duetti del Pavarotti & Friends

Le prove a favore della tesi che il Pavarotti & Friends fosse in realtà un evento creato con lo scopo ultimo di distruggere delle canzoni, sono quasi schiaccianti.

In realtà, molte delle canzoni in questione non possono considerarsi propriamente di alto livello artistico e lo stile classico del celeberrimo tenore, il suo modo di scandire le consonanti e tutto il resto hanno fatto solamente le veci di un colpo di grazia alla nuca. Riguardo ai brani di gran calibro, il risultato del loro incontro con la lirica è stato forse maggiormente distruttivo.

L’evento di gran successo fu creato da Luciano Pavarotti per sostenere cause umanitarie e consisteva nel duettare con artisti o gruppi rock e pop della scena planetaria quasi sempre sui loro rispettivi brani. È andato avanti per circa dieci anni lasciando tanto materiale da poterne fare una top 10 di gran livello.

#10: Pavarotti & Eros Ramazzotti – Se bastasse una canzone (1998)

Si può rendere peggiore “Se bastasse una canzone” in più modi: ad esempio eseguendola con delle scorregge ascellari oppure facendo intervenire Pavarotti. Nell’edizione del 1998 è stata scelta in extremis la seconda opzione, con buona pace del suonatore di ascelle. Degnamente fra le prime 10 in assoluto.

#9: Pavarotti & Ligabue – Certe notti (1996)

Correva l’anno 1996, la canzone-tormentone la conosciamo tutti. La prima parte è affidata ad un Ligabue particolarmente gasato. Voce graffiante e tutto come sempre, tranne per l’orchestra che annuncia il ritornello con un inutile passaggio di fiati che spianano la strada al tenore come una mietitrebbia in un campo di frumento.

Indimenticabili, nel primo ritornello, il “ci vediamo da Mario” eseguito col tono di chi fa un brindisi e il “certe notti qui” ripetuto più volte nel secondo e l’acuto finale.

#8: Pavarotti & Queen – Too Much Love Will Kill You (2003)

E qui la questione inizia a farsi seria. Big Luciano subentra a Brian May (l’altro componente dei Queen presente al gala è Roger Taylor) sin dalla seconda parte della prima strofa e lo fa reinterpretando il testo in italiano. Questa è una caratteristica fondamentale che ancora non avevamo incontrato nel nostro cammino verso la prima posizione. Successivamente canta (sempre in italiano) anche il secondo ritornello: “Troppo amor ti uccide ma nessun amore no, ma la forza che tu hai dentro ti farà gridare ancor, di dolore impazzirai, sei la vittima e lo sai…”. Mi auguro che i mitologici Brian e Roger ne fossero all’oscuro.

In conclusione, l’unico verso eseguito dal cantante lirico in inglese recita testualmente “tu mac lov uill chill’ iu” pronunciato come se stesse ordinando un piatto di tortellini alla trattoria da Gianni.

#7: Pavarotti & Spice Girls – Viva Forever (1998)

Sarebbe minimo da top 5 solo per l’impatto visivo: Luciano Pavarotti che per qualche minuto rimpiazza Geri Halliwell nelle Spice Girls. Questa volta l’intervento invece che essere sostitutivo è aggiuntivo; precisamente durante il ritornello, al quale il tenore aggiunge piccoli versi inscenando un botta e risposta con le quattro inglesine in un assurdo italo-inglese: “Viva forever T’aspetterò, I’ll be wating io ci sarò, everlasting se questo mare, like the sun  può liberare, live forever sarà così, for the moment sì…, e con te volerò”. Da notare quel “sì…” che lascia in sospeso.

#6: Pavarotti & Piero Pelù – I’ te vurria vasà (1996)

Performance nel suo complesso di livello galattico. Abbigliamento di Piero Pelù da far rimpiangere il peggior Axl Rose: giacca bianca ricamata in stile simil brigante messicano tipo Lo chiamavano Trinità…, camicia rossa sbottonata sio all’ombelico, jeans ritagliati probabilmente dietro le quinte tipo prima media e stivaletti da rocker alternativo. Praticamente un incrocio fra un cangaceiro scemo (il brigante messicano che lottava per la terra) ed un teenager di provincia che pensa di essere punk solo perché ha i jean strappati.

Questa volta le parti s’invertono; è il già citato Piero che interpreta il ruolo del distruttore del brano. Inizia proprio lui: “Ah che bell’aria fresca, ch’addore e malvarosa” e via dicendo. Stranamente il rocker toscano non sembra a suo agio ad interpretare questo classico della canzone melodica napoletana, sbiascicando come se fosse ubriaco. Luciano Pavarotti al contrario supera brillantemente la “prova ritornello” essendo questo il suo terreno e regge in piedi la baracca fino al seguente intervento del bandido cangaceiro che, con una serie di virtuosismi gutturali, assesta un paio di colpi mortali.

Il nontro eroe dall’“eah” sempre in canna completa il lavoro ballando sulle ceneri del classico napoletano, con l’esecuzione deflagrante del ritornello di chiusura. Non vi basta? Alle chitarre il mitico trio De Lucia, Di Meola e McLaughlin, riunito per l’occasione. E che occasione.

7 Commenti

  1. Il brano con i bambini di GamGam è al top dello schifo, per me.

  2. Ottima classifica, anche se secondo me il peggior duetto è quello che ha visto sul palco due pesi massimi della musica mondiale, snaturando una delle più belle canzoni mai scritte,
    cioè il duetto tra Pavarotti e Barry White in: You're the First, the Last, My Everything.

    per chi avesse il fegato di vederlo:

    https://www.youtube.com/watch?v=e8CZt2xmlXA

  3. Pavarotti & Rammstein— Pussy.

  4. une grande lol per Pavarotti

  5. Ottima classifica, anche se io ho ancora gli incubi per il duetto tra Pavarotti e Ian Gillian alle prese con il “Nessun Dorma”.
    Colpa di un Gillian “sfiatato” in questo caso.
    Qui le prove:
    https://www.youtube.com/watch?v=ZjAWbZM8ZDg

    Invece per i duetti (im)possibili, un mio sogno bagnato sarebbe sempre stato quello tra il maestro Pavarotti ed il mitico “maestro” Donato Mitola; magari in Vampiro (anche se per me “La setta nera” rimane il top).
    Mi sto immaginando la presentazione della Carlucci (una cosa tipo “I due maestri…”) e “Big Luciano” che intona con voce impostata:
    “Succhio succhio! Lecco, lecco!”

    • Tommaso Labate

      D’accordissimo con te sulla performance con Gillan, anche se, essendo il suo terreno, Pavarotti purtroppo non ha sfigurato. Stesso discorso vale per il duetto con Pelù, con la differenza che Piero, a differenza di Gillan, non si poteva proprio guardare. Gran bel duetto sarebbe stato con Mitola. Peccato che il Pav ci abbia lasciati. Tuttavia, spero che Mitola goda di ottima salute.

  6. Io invece che criticare le performace che sì non sono certo il top..direi solo grazie a Luciano che purtroppo ci manca..e il Pavarotti & Friends non è un semplice concerto ma molto di più..

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