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10 canzoni per la buona riuscita di un omicidio

9 canzoni per la buona riuscita di un omicidio

Esistono momenti specifici nei quali una canzone può realmente rappresentare un elemento decisivo. Pensiamo all’atleta che per sfruttare al massimo ogni possibile risorsa mentale ascolta musica in cuffia prima di affrontare la performance agonistica, oppure a chi in qualche modo riesce a trarre beneficio dall’ascolto di un motivo, prima o durante lo svolgimento di un’attività magari particolarmente delicata.

In tanti hanno già scritto di canzoni per studiare, per fare esercizio fisico o per rendere ancora più piacevole l’amplesso, quindi a noi non è rimasto altro che parlare dei migliori brani da ascoltare prima di commettere un omicidio (magari anche durante, situazione permettendo), rigorosamente classificati a seconda della matrice del reato.

Un breve vademecum per alleviare in qualche modo il dolore di una categoria bistrattata, costretta a lavorare in condizioni disagiate, in barba alle più elementari norme di sicurezza, composta perlopiù da gente che spesso non riesce ad arrivare alla fine del mese: L’assassino.

L’augurio è che il killer possa trovare conforto in questa breve guida, concepita con lo scopo di normalizzare una condizione assolutamente vergognosa per un paese che possa definirsi civile e democratico.

Il mafioso: Fantômas “The Godfather” (Nino Rota cover)

Il tema principale del film Il Padrino, nella sua versione originale composta da Nino Rota, è ormai indissolubilmente legato al concetto di mafia, o quantomeno al suo aspetto romanzato. In questo caso, dato l’avanzamento ineluttabile dei tempi e i cambiamenti fisiologici delle organizzazioni criminali, la canzone scelta come sostegno morale al killer mafioso è una versione più recente del celebre tema. “The Godfather” riveduta e corretta dai Fantômas (micidiale brano d’apertura dell’album “The Direcor’s Cut” uscito nel 2001) è quanto di meglio si possa mai desiderare. Sconsigliato l’utilizzo in azioni minori, tipo sparare alle saracinesche di chi non paga il pizzo, data la sua estrema carica agonistica che facilita il compimento di atti spropositati.

Giusto per non farsi mancare nulla, un breve accenno a questo gruppo apocalittico. Partorito dal genio di Mike Patton (Faith No More, Mr Bungle, Peeping Tom, Mondo Cane e chi più ne ha più ne metta) e completato da Buzz Osborne, Trevor Dunn e dal grandissimo Dave Lombardo (per evitare disquisizioni folli sui batteristi è sempre meglio definirlo “velocissimo”), il progetto di musica sperimenta viaggiando tra metal estremo e avantgarde.

Ho avuto la fortuna di assistere ad un loro concerto: il risultato è garantito!

L’omicida rituale: Goblin “Suspiria”

“Suspiria” (1977), celebre brano dei Goblin e tema del cult horror movie omonimo, crea la giusta atmosfera per far sbocciare il seme della follia. Forti tinte gotiche, concime per il lato oscuro che non ha committenti, l’omicida che compie un assassinio mistico-rituale rende conto soltanto alle proprie esoteriche convinzioni. Non v’è dubbio che ci troviamo di fronte ad aspetti un po’ demodé che dipingono una figura professionale quasi totalmente scomparsa, della quale non si esclude tuttavia un ritorno sotto la confusa forma di hipster criminale seriale (baffi incerati, trench, cappello modello ’70 e guanti di pelle) per la gioia di Salvo Sottile e del suo sguardo penetrante.

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Il terrorista politico: Fabrizio De Andrè “Il Bombarolo”

Figura ormai praticamente estinta in occidente quella del terrorista di matrice politica (non tenendo conto dei presunti jihadisti europei di nascita) che si serviva ufficialmente di impalcature filosofiche per dar sfogo al proprio odio verso una società considerata ingiusta, mediante l’uso il più delle volte di ordigni esplosivi. Il Bombarolo di Fabrizio De Andrè attualmente non riesce a trovare un canale espressivo, tuttavia è sempre pronta all’uso.

Il sovversivo: Atari Teenage Riot “Speed”

La figura professionale in questione è stata partorita direttamente dalle società tardo-imperialistiche, capitalistiche e neo liberiste. Il brano degli Atari Teenage Riot di Alec Empire è consigliato a chi diffida del nuovo ordine mondiale ed è stufo di sentirsi dire “tomorrow, tomorrow, always tomorrow” perché “there’s no future in the western dreaming”. E quindi ti ammazza e lo fa con cattiveria brutale, concedendo poco spazio all’aspetto stilistico, con una bottiglia di vetro o un sampietrino sulla tempia. L’anfetamina gioca un ruolo importante, ma la TAV ancor di più.

Il pazzo maniaco: Wendy Carlos “A Clockwork Orange”

Mi rivolgo a te, pazzo furioso, ancestrale belva sanguinaria che vaghi alla bramosa ricerca di sfoghi ultraviolenti. Il pazzo maniaco non tiene conto di niente al di fuori della propria pulsione animalesca; asseconda la propria follia compiendo atti beceri ai danni di vittime innocenti. Non disdegna azioni di gruppo. Il tema che mi sento di associare a questa figura mostruosa, quanto stakanovista per passione, è forse il più angosciante. “Clockwork Orange” è una sintesi (anche in senso prettamente musicale, riguardante proprio l’utilizzo di sintetizzatori) di male assoluto. Di male a fin di male… Caldamente consigliata l’assunzione di mescalina e la ricerca di ambienti con arredamento in stile futuristico per una resa senza limiti.

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