Leonard Nimoy - Mr. Spock's Music From Outer Space (1967 - LP)

Leonard Nimoy Presents Mr. Spock's Music From Outer Space
Inutile ricordare che Star Trek é la serie televisiva piú famosa del mondo, tanto da generare puro fanatismo secondo forse solo a Star Wars.

Nonostante il culto che oggi circonda il Capitano Kirk, il Signor Spock e l'Enterprise, il successo dello show lanciato dalla NBC nel 1966 fu breve, tanto da venire cancellato dopo sole tre stagioni. Furono in realtà le repliche vendute dalla Paramount a creare l'alone di mito agli inizi degli anni '70 e a far nascere i "trekker" ovvero quel popolo di subumani che pensano sia segno di intelligenza ritrovarsi con altri mentecatti vestiti di tutto punto come i loro idoli televisivi. Il resto é storia.

Nel 1967 l'innovativa serie TV era all'apice della fama e per sfruttare il momento vennero prodotti immancabili oggetti di merchandising, tra cui possiamo annoverare di diritto l'album di debutto di Leonard Nimoy, ovvero del Signor Spock.

L'attore di fatto ci mette solo la faccia in copertina e la voce in metà dei brani, delegando tutta la parte strumentale a Charles Grean. Probabilmente non a caso l'unica cosa salvabile di questa roba sono proprio i brani dove il nostro non appare, deliziose pepite di piacevolissimo space age pop.

Leonard Nimoy Presents Mr. Spock's Music From Outer Space (ristampa del 1973)Nel complesso però non si riesce a capire quale fosse l'idea di fondo per un prodotto del genere: musichette easy listening, noiosissime parti recitate ("Alien", "A Visit To A Sad Planet" incredibilmente pubblicata anche come singolo), crooning soporifero ("Lost In The Stars", "You Are Not Alone"), un paio di immancabili temi musicali di Star Trek, ma anche assurde parodie di canzoncine per bambini ("Twinkle, Twinkle Little Earth") e roba buttata a caso come il tema di Mission Impossible o un brano preso dal musical ispirato a Oliver Twist (perché mai?).

Nonostante l'infima proposta, proprio grazie alla fama di Star Trek il disco venne ristampato più volte diventando oggetto di culto per i fan e diede il via alla trascurabilissima carriera musicale di Leonard Nimoy che realizzerà ben  quattro altri inutilissimi album. Di una cosa però dobbiamo essere grati a Spock: l'aver convinto dei discografici a portare in sala di registrazione William Shatner, ovvero il Capitano Kirk in persona, che regalerà al pianeta Terra i momenti forse più imbarazzanti della storia della musica.



Tracklist:
01. Theme From "Star Trek" (strumentale dalla serie TV "Star Trek") *
02. Alien
03. Where Is Love (dal musical "Oliver!")
04. Music To Watch Space Girls By (strumentale) *
05. Beyond Antares (strumentale dalla serie TV "Star Trek") *
06. Twinkle, Twinkle Little Earth
07. Mission Impossible (strumentale dalla serie TV "Mission Impossible") *
09. Where No Man Has Gone Before (strumentale dalla serie TV "Star Trek") *
10. You Are Not Alone
11. A Visit To A Sad Planet

* eseguite da Charles Grean

Eiffel 65 - My Console (2000 - singolo)

Eiffel 65 - My Consolle
I videogiochi, esattamente come la musica rock, sono sempre stati considerati in Italia come qualche cosa di profondamente diseducativo o ancora peggio, roba da ragazzini. Per questo motivo quando abbiamo scoperto questo gioiellino degli Eiffel 65 l'abbiamo voluto condividere con voi: tra le righe di un pezzo dance cazzaro si nasconde un inno di ribellione generazionale potentissimo, che squarciando per la prima volta in Italia il velo della tematica "videogiochi nelle canzoni" (molto prima dell'inascoltabile "PES" dei Club Dogo feat. Giuliano Palma) rivendica di fatto la libertà di passare i propri pomeriggi a giocare con la Playstation.

Nel 2000 Gli Eiffel 65 sono all'apice del loro successo, hanno già sfornato tre singoli spacca-pista tra cui il tormentone "Blue (Da Ba Dee)" e sono primi nelle classifiche di mezzo mondo (tranne in Italia dove arrivano al massimo secondi), fioccano dischi d'oro e di platino tra Stati Uniti, Canada e Australia e le esibizioni nei programmi televisivi si sprecano.

Ecco che in questo contesto, assolutamente a sorpresa, viene rilasciato il singolo "My Consolle": il testo, inspiegabilmente senza ritornello killer, non è altro che una lista di titoli di celebri videogiochi della Playstation, elencati senza soluzione di continuità e incorniciati dallo spelling della parola "P.L.A.Y.S.T.A.T.I.O.N". Raccontata così, non c'è da meravigliarsi se questa canzone segna l'inizio della fine della fulminante carriera del trio euro-dance piemontese.

Eppure qualcosa di memorabile tra le pieghe di questo fallimento rimane e no, non sto parlando del giro di synth onnipresente.

Il brano verrà presentato in numerose occasioni sia nei live che in diverse trasmissioni televisive; la più interessante di queste performance è sicuramente il Festivalbar del 2000, condotto da Fiorello e Alessia Marcuzzi dall'arena di Lignano Sabbiadoro.


La prima cosa che notiamo è che tutti, presentatori inclusi, ci tengono a ribadire più volte che questa esibizione è eseguita interamente dal vivo, niente playback, compreso l'imbarazzante siparietto in cui il vocalist Jeffrey Jey e il DJ Gabry Ponte danno sfoggio delle loro abilità nelle arti marziali mentre il synth del tastierista Maurizio Lobina fornisce i commenti sonori (in perfetto stile Tekken) in tempo reale. Instant Classic. Incomprensibile tra le altre cose come qualcuno possa considerare un valore aggiunto il fatto che questa baracconata sia eseguita interamente dal vivo. Curiosità: la voce di Jeffrey Jey nel live è ormai distorta come nei suoi dischi, ma senza vocoder né auto-tune.

Nonostante i numerosi scivoloni testé enumerati, ammettiamo di essere innamorati della costanza con la quale i tre ragazzi portano avanti i loro personaggi hi-tech e teen-friendly senza alcun tipo di vergogna, al punto da aver creato forse inconsapevolmente il primo (e a nostro giudizio unico) inno ai videogiochi nella storia della musica Italiana.

Inoltre Gabry Ponte è abbastanza bravo a fare le capriole in aria.

Nota: il singolo compare da fonti ufficiali Eiffel 65 sia come "My Console" che come "My Consolle", quindi nessuna delle due versioni è erronea. Ma la dice lunga sulla precisione delle suddette fonti ufficiali.



My Console

We're gonna play the game the playstation all day,
with metal gear solid to tekken 3.
and from omega boost to resident evil
just play for the fun
cos we got it going on.

Tekken 3, metal gear solid
resident evil, gran turismo, omega boost,
bloody rhoar, x-files, another world
come on
ridge racer
odd world
we get a living
that came in our possession

P. L. A. Y. S. T. A. T. I. O. N.
P. L. A. Y. S. T. A. T. I. O. N.
P. L. A. Y. S. T. A. T. I. O. N.
P. L. A. Y. S. T. A. T. I. O. N.

Tekken 3, metal gear solid
resident evil, gran turismo, omega boost,
bloody rhoar, x-files, another world
come on
ridge racer
odd world
we get a living
that came in our posession

P. L. A. Y. S. T. A. T. I. O. N.
P. L. A. Y. S. T. A. T. I. O. N.
P. L. A. Y. S. T. A. T. I. O. N.
P. L. A. Y. S. T. A. T. I. O. N.

We're gonna play the game the playstation all day,
with metal gear solid to tekken 3
and from omega boost to resident evil
just play for the fun
cos we got it going on.
ridge racer
odd world
we get a living
that came in our possession

La Materialista - La Chapa Que Vibran (2014 - singolo)

La Materialista - La Chapa Que Vibran
Mettete un bel culone in primo piano, fatelo muovere a ritmo di musica e riuscirete in tre minuti a ipnotizzare milioni di maschi allupati.

Questa non è certo una ricetta nuova né inedita per il facile successo, ma la nostra Yameiry Infante Honoret, in arte La Materialista, sembra aver fatto suo il concetto portandolo al livello 2.0: se prima la fisicità era comunque un accidente volontario al prodotto musicale, qui il corpo diventa non solo protagonista ma prodotto musicale fatto e finito, trasformandosi nel vero protagonista della canzone e del video.

Carmen Russo - Bravi, Settepiù / Questa Notte Chi Mi Tiene (1987 - 7")

Carmen Russo - Bravi, Settepiù / Questa Notte Chi Mi Tiene
Ah, gli anni Ottanta! Altri tempi, più che un normale decennio, una vera e propria fucina di talenti. Tra questi si annovera senz'altro Carmen Russo, artista poliedrica arrivata alla ribalta proprio tra fine anni Settanta e inizio Ottanta.

Genovese di nascita, Carmen si appassiona sin da piccola alla danza ma è il suo fisico dalle forme generose a permetterle approdare in TV, facendola conoscere al grande pubblico. La Russo si cimenta come attrice di spot pubblicitari, di film soprattutto horror e porno soft, un connubio curioso ma che non stupisce se si considera che posa anche per numerosi servizi fotografici senza veli, anche per riviste del calibro di Playboy; recita poi in teatro, oltre a comparire in numerosi programmi televisivi dell'epoca, come lo show cult “Drive In” di Antonio Ricci e “Grand Hotel”.

EAV - Heisse Nächte In Palermo (1986 - 7")

EAV - Heisse Nächte In Palermo
I crucchi hanno sempre avuto una fascinazione particolarmente perversa per l'Italia e noi da bravi sputtanatori la mettiamo in piazza per il vostro piacevole orrore. Su questi lidi abbiamo già parlato degli Schrott Nach 8 con la loro Zuppa Romana e degli Spliff che tributano a loro modo l'Italia e la Carbonara. Scopriamo però che se i tedeschi sono forieri di scadenti luoghi comuni nei confronti della nostra penisola, gli austriaci lo sono con ancora meno pudore e soprattutto senza il benché minimo accenno di buon gusto.

Ecco quindi gli EAV (che sta per Erste Allgemeine Verunsicherung, ovvero Prima Insicurezza Generale), band di grandissimo successo in Austria, che presentano nel 1986 il loro singolo "Heisse Nächte In Palermo", vale a dire "Calde Notti a Palermo".

Momoiro Clover Z vs. Kiss - Yume No Ukiyo Ni Saite (2015 - singolo)


Chiudete gli occhi e immaginate i Kiss, il Giappone e i manga.
Aggiungeteci cinque ragazzine giapponesi appena diciottenni e il gioco è fatto.

Chiedersi per quale dannata ragione i Kiss abbiano deciso nel 2015 di collaborare con la più popolare teen band giapponese del momento sarebbe una domanda mal posta. Piuttosto c’è da chiedersi perché mai le cinque teenager più famose del Sol Levante decidano di incidere una canzone con i Kiss (o quello che ne rimane) al giorno d'oggi.

A noi viene in mente una cosa sola: effetto Babymetal. Probabilmente sull’onda lunga del successo mondiale delle tre bambine pseudo-metallare ecco che dal Giappone ci riprovano questa volta con una collaborazione con i fiocchi anche perché sappiamo bene che basta sventolare qualche dollaro facile e Gene Simmons e Paul Stanley si venderebbero anche la madre.


Domande a parte com’è questa “Yume No Ukiyo Ni Saite”? Potrebbe essere la sigla di Ranma ½ però cantata da Cristina D’Avena su una base rock.
Di fatto i Kiss oltre a metterci il marchio e incidere due coretti di più non hanno fatto quindi chi se ne frega. Come sappiamo bene però scindere l’elemento visivo dalla musica del gruppo di New York è sempre sbagliato; ecco quindi che il magnifico video dona luce propria a un brano brutto e inutile.

Tra costumini alla Power Rangers, balletti schizofrenici, sgargianti armature da samurai e una pioggia di colori e animazioni tra il classico e il moderno non possiamo che rimanere ammaliati da tutto ciò e, in effetti, non riusciamo davvero a immaginare una migliore contaminazione tra cultura pop nipponica e i Kiss ovvero il non plus ultra del grande circo del rock’n’roll. Poco importa che la canzone non abbia capo né coda. In fondo va bene così.

Andrea Mingardi Supercircus - Zabajone (1978)

Andrea Mingardi Supercircus - ZabajoneAd un anno esatto dall'ottimo "Lo Sfighè, Gisto e Cesira, Delone, un Marziano e Altre Storie..." ecco che ritroviamo Andrea Mingardi assieme ai Supercircus in forma più smagliante che mai.

Abbandonati i toni cabarettistici e (temporaneamente) il dialetto, la band incanala la sua energia e creatività verso una forma canzone più tradizionale ma mai banale, che va a scavare nell'humus musicale tricolore e non solo, per riappropriarsene e rielaborare la materia in maniera personalissima con un approccio che potremmo definire quasi zappiano.