Babymetal - Babymetal (2014 - CD)

Babymetal - Babymetal 2014
Babymetal, si? Babymetal, no?

Come si dice in questi casi o si amano o si odiano, ma sicuramente non lasciano indifferenti e come potrebbe essere altrimenti?
Prendete tre bambine quindicenni cresciute a tortine di riso e Hello Kitty, affibbiatele dei nomi d’arte che sembrano partoriti da fans dei Manowar in preda a demenza senile (Suzuka “Su-Metal” Nakamoto, Yui “Yuimetal” Mizuno, Moa “Moametal” Kikuchi) e mettetele a canticchiare innocue canzoncine teen pop su una base electro-metal moderno (un mix di Arch Enemy, Children Of Bodom, Evanescence e Linkin Park) accompagnate da compulsivi passi di danza.

AA.VV. - Summertime Trash vol.8 (2014 - MP3)

AA.VV. - Summertime Trash vol.8
Nonostante tutto, nonostante tutti, siamo ancora qua come ogni estate da otto anni a questa parte pronti a regalarvi una spremuta d’inutile robaccia mista a canzoncine appiccicose che ci piacciono tanto.

Questa volta la nostra cara “Summertime Trash” ha ritmi più blandi, molto meno sculettante e più “pop” (se così possiamo definirla), tra una cascata di facce sconosciute (Robert Thorrion, Mauro, Ringo Story, Destivo) mista ai nomi noti di oggi e di ieri (Claudio Bisio, Al Bano Carrisi, I Trettrè) e le solite perle per aficionados (Gigione, Lorenz, Trans Girl – ovvero Maurizia Paradiso in incognito).

Sir Oliver Skardy – Discografia

Sir Oliver Skardy

Finita l’avventura con i Pitura Freska, il loro uomo immagine assume per cause ignote un titolo nobiliare e si imbarca (rigorosamente su un vaporetto direzione Kingston) in un’avventura solista che prosegue filologicamente quanto fatto con gli altri Pitura Freska, ovvero un reggae imbastardito di ragamuffin, pop e rock in salsa “venesiana”.

Sir Oliver Skardy diventa così il portabandiera di una sonnolenta Venezia che imprevedibilmente assume tinte caraibiche, fiero delle sue origini e del suo essere una anti star che campa orgogliosamente con uno stipendio da bidello in un liceo nascondendosi sotto il nome di Gaetano Scardicchio.

Bad Religion - Christmas Songs (2013 - CD)

Bad Religion - Christmas Songs (2013 - CD)
I Bad Religion sono concettualmente l’ultimo gruppo nell’universo che dovrebbe cantare inni al bambin Gesù, ma allo stesso tempo solo la band più adatta a reinterpretare le classiche carole natalizie che musicalmente fanno letteralmente all’amore con il punk rock californiano cui i nostri sono fieri portabandiera.

Pubblicare nel 2013 un disco di canzoni natalizie in versione punk rock non è un’idea né nuova né brillante. Senza andare a scovare qualche oscura compilation da supermercato i Vandals hanno preceduto Griffin e Gurewitz di quasi 20 anni. E se anche il nostrano Enrico “Punk Prima di Te” Ruggeri riesce a battere sul tempo (e con largo anticipo) lo storico combo losangelino dobbiamo davvero cominciare a sentire puzza di bruciato.

La domanda è soprattutto perché una band dallo spirito ateo rappresentata da una croce cristiana sbarrata dovrebbe pubblicare un disco del genere. Sfottò? Operazione commerciale?

Carla Gozzi - You Can Leave Your Hat On (2013 - singolo web)

Carla Gozzi - You Can Leave Your Hat On
Come una scoreggia in chiesa durante la messa di Natale ecco che arriva, bella croccante, la peggior reinterpretazione che la musica Italia abbia partorito nell’ultimo decennio, ideale colonna sonora dell’apocalisse.

L’ingessatissima style coach (?) Carla “fashion e poi ancora fashion e perchè no un pizzico di fashion (cit.)” Gozzi dopo aver resuscitato in compagnia di Enzo Miccio il topos televisivo della coppia “lei snob isterica, accompagnata da lui checca fashion victim”, decide di seguire le orme dello spirito guida Jean Paul Gaultier e di sfondare il muro dell’improbabilità proponendo, non si sa bene a chi, la cover di “You Can Leave Your Hat On” uscita dalla penna e dal pianoforte di Randy Newman, ma che il mondo ricorda nelle versione “Las Vegas” cantata da Joe Cocker grazie allo strip tease di Kim Basinger nella famosa scena del film 9 Settimane e ½ .

Gaia & Luna - Se Muoio Giovane (2012 - singolo web)

Gaia & Luna - 25
Le piccole Gaia e Luna, rispettivamente classe 1998 e 2001, le avevamo lasciate quando, poco più che svezzate, cantavano l’improponibile “Come Vasco Rossi”, che le fece diventare delle piccole star per quei famosi quindici minuti di notorietà.

Il tempo passa, le due bimbe crescono e il padre/produttore/DJ Agostino "Spankox" Carollo, non contento, cerca di far fare il grande salto alle due, confezionando terribili canzoncine di dance-pop di quinta mano accompagnate da immancabili videoclip casalinghi con inopportuni ammiccamenti (per tacere dell'evitabilissima copertina del loro album): non si capisce davvero se si punti a quei teenager accecati da sbalzi ormonali (che probabilmente preferiranno ragazze con qualche annetto in più) o piuttosto a un pubblico più maturo, interessato a guardare due ragazzine di quattordici e undici anni che ballano poco vestite.

Raffaella Carrà - Replay (2013 - singolo web)

Raffaella Carrà - Replay
Raffa, Raffa, Raffa… cosa mi combini? 70 anni e non sentirli. Piuttosto che pensare a una tranquilla pensione e ai nipotini, meglio mettersi tacchi alti, un vestito di paillette e scatenarsi sulla pista da ballo come una cougar che non fa prigionieri.

Inossidabile come la sua ossigenatura, Raffaella Carrà torna alla ribalta nazional musicale con un nuovissimo singolo rumoroso e ignorante, perfettamente in linea con le ultime uscite della signora Ciccone, altra MILF (ri)convertitasi alla musica dance sulla via della mezza età allo spuntare delle prime rughe (prontamente combattute a suon di botox e bisturi).

Niente testo sciocchino da far imparare ai bambini, né improbabili passi di danza da sfoggiare nelle occasioni più improbabili. Il ritorno in pista (da ballo) si materializza con un brano inutilmente tamarro che fa davvero a pugni con l’implacabile età anagrafica dell’interprete.