Luca Barbarossa - Yuppies (1988 - 7")

Luca Barbarossa - Yuppies
Questo pezzo ha scandito le mie estati al mare nell’età prescolare. Ci sono attaccata e gli voglio bene come Linus alla sua copertina. Grazie al mio babbo mega fan del pezzo, che mi ha trasmesso l’amore per lo stesso e per molte altre cose incredibilmente divertenti e altrettanto disdicevoli- credo di aver bruciato tutti i record di parolaccia imparata prima dei tre anni: facendo due conti avrò avuto più o meno quell’età quando Luca Barbarossa cantava “sono i figli di quest'Italia, quest'Italia un po' americana, sempre meno contadini, sempre più figli di puttana”. Chiudo il momento amarcord per spiegarvi invece come mai questo brano merita di essere in tutte le vostre summer playlist.

Gaia Zucchi - Il Provino (199X - promo)

Gaia Zucchi
Esistono canzoni che da sempre si aggirano nella nostra collezione ma che, vuoi per rispetto nei confronti dei lettori o vuoi per gelosia del nostro prezioso archivio, non abbiamo mai recensito. Oggi è arrivato il momento di svelarvi uno dei grandi capolavori nascosti della musica brutta italiana.

Perché proprio oggi? Perché in un momento storico in cui tutto è facilmente reperibile su internet (basta saperlo cercare), questo brano rimane avvolto dal mistero, non solo per quanto riguarda le informazioni tecniche (anno, produzione, diffusione) ma anche per quanto riguarda le motivazioni che hanno spinto una soubrette con velleità da attrice, celebre solo per aver partecipato nel ruolo di Renata al film Fermo Posta di Tinto Brass, a incidere una canzone che vuole ironizzare sul mondo dei provini del cinema romano (sicuramente a lei ben noti), il tutto esclusivamente e totalmente con rime baciate di parole che terminano in -ino. Non basta per infuocare l'animo avventuroso di tutti coloro che hanno il gusto per la scoperta dell'orrido? Secondo noi sì.

The Midnight's Moskow - Tovarisc Gorbaciov / Lara's Theme Blues (1987 - 7")

The Midight's Moskow - Tovarisc Gorbaciov
Se dico 1987 a voi che cosa viene in mente? A me solo due cose: Italo-disco e Unione Sovietica, entrambe in quel momento vicinissime all'inesorabile declino.
È proprio in questo contesto che vede la luce e si afferma come tormentone di una stagione la mattissima "Tovarisc Gorbaciov", firmata dall'improbabile trio The Midnight's Moskow. Nonostante il nome e i riferimenti filosovietici, il progetto è italianissimo, pensato a tavolino per ironizzare sulla situazione politico-economica del tempo e contemporaneamente per sfruttarla tirando su qualche royalty facile facile. Non a caso dietro all'intera operazione troviamo (e questo è uno scoop) il buon Andrea Mingardi, qui con lo pseudonimo di Sapo, e il suo storico e fidato tastierista Maurizio Tirelli.

Pamela Prati - Papelón (2007 - singolo promo)

Pamela Prati
Pamela Prati in versione cantante non è una novità dell’ultimo decennio. Anzi: sin dagli anni '80 la showgirl italiana ha sfornato un singolo all’anno circa, partorendo anche un album di ben 11 medley nel '96 (anno in cui si allontana dalla TV per ritornarci nel 2001).

"Papelón" è il singolo promozionale uscito nell’estate del 2007 che avrebbe dovuto riscaldare le nostre nottate tra un limone e una stella cadente.
Purtroppo per la Prati, quell’anno eravamo tutti troppo impegnati a sgolarci sulle note di: "No One, Relax (Take It Easy)" di Mika e "Umbrella" di Rihanna. Per cui di Pamelona manco l’ombra.


Nonostante questo summer flop il pezzo fu magistralmente studiato per entrare nelle compilation dei baby club Valtur del mondo: ritornello spagnoleggiante più guapo che farcisce il tutto di finto rap.


Ma cos'é questo "papelón"? Semplice una bibita tradizionale venezuelana a base di canna da zucchero. Questo però non ci aiuta molto perché il testo, sia nella parte italiana che in quella spagnola, non ha nessun senso; non volendo arrendermi all’evidenza, ho armeggiato con Google Translate facendo una scoperta illuminante. Papelón in lingua cebuana (parlata nelle Filippine da circa 20 milioni di persone) vuol dire banconote.

Incredibilmente il ritornello (almeno questo) acquista tutto un altro sapore, saturo di senso.

Ah, baciami amore,
io amo le banconote, banconote!
Ah, baciami amore,
le banconote sono il succo della passione!

Di seguito, le mie conclusioni: "Papelón" è una canzone che tratta il delicato tema dell’amore a pagamento e qui si aprono scenari inaspettati. Si tratta forse di una pruriginosa fantasia sessuale per il maschio dal petto depilato in overdose da raggi UV o forse trasuda drammatiche note di vita vissuta cercando di esorcizzare un passato scomodo che, con ammirabile coerenza, ha infilato in un singolo così poco memorabile?

Non lo sapremo mai e forse è meglio così.
 
Ultima nota: all’attacco del cantato in italiano sembra di ascoltare "Liberi Di Liberi Da" dei Dirotta Su Cuba, ed è l’unica cosa bella di tutti questi 4 minuti by P. Prati.

Taniume feat. V I K K

dARI - Lovegain (2007 - CD demo)

La musica indipendente italiana è un covo di sfigati che si prendono troppo sul serio, un tripudio di dischi scopiazzati l'uno dall'altro che differiscono solo per la gamma di paroloni usati nei comunicati stampa: prima di premere Play sembra di dover ascoltare il nuovo disco di Carmelo Bene o di Pasolini e invece ci troviamo di fronte ai soliti cloni dei Verdena.

Nei primi anni 2000 dalla periferica Aosta i dARI cercavano di sovvertire questa noia. In tutto il mondo gli adolescenti si struggevano ascoltando emo-punk, quelli italiani al massimo si cuccavano i Finley mentre in ambito alternativo regnava la seriosità più morbosa: i dARI pensano bene di uscirsene con un disco di emo-punk scanzonato con un tasso tecnico e di scrittura elevato e se pensate che stia esagerando siete mossi da un giustificabile ma comunque errato pregiudizio, i dARI spaccavano.

Vinnie Jones - Respect (2002 - CD)

Vinnie Jones - Respect
Cosa c'entra il roccioso Vinnie Jones con la musica soul? Niente. Appunto.

Facciamo una passo indietro: per chi non lo conoscesse Vinnie Jones è un po' l'Adriano Pappalardo del calcio britannico, faccia da duro, curriculum da collezionista compulsivo di cartellini gialli e rossi, ma con insospettabile animo artistico. Chi l'avrebbe mai detto? Nemmeno lui.

Finita la carriera sui campi da gioco arriva il successo sul grande schermo grazie a un impavido e giovane Guy Ritchie che ha la brillante idea di farlo recitare prima in "Lock, Stock and Two Smoking Barrels" e sul successivo "Snatch". Più che recitare Vinnie gioca a fare la macchietta di se stesso con risultati commoventi. Per noi la carriera di attore poterbbe finire qui tanto quello che succederà dopo sarà totalmente irrilevante ma gli garantirà una serena pensione. Come dargli torto?

Jo Squillo - La Gabbia dell'Amore (2015)

Jo Squillo
Capiamoci, sono assolutamente contrario alla violenza sulle donne ma quando vedo un appello di Saviano o uno spot con Michelle Hunziker per sensibilizzare sul tema mi immagino sempre un uomo iroso e pronto a far del male che ripensa allo status su Facebook della Mannoia, si calma di botto, da un bacio alla moglie e si mette a lavare i piatti.

È la piaga moderna di quei temi sacrosanti cavalcati a suon di hashtag dalle aziende che vogliono dimostrarsi progressiste e impegnate, pensate a quanto trambusto per una coppia gay che mangia un risotto, la Findus per qualche giorno è sembrata la Spagna di Zapatero; temi giusti sì, ma furbescamente sfruttati.