Ci sono dei dischi che per qualche maledetta ragione, magari pur non piacendomi per nulla, tornano sempre ad ascoltarli, uno di questi è l'album omonimo dei Triangolo "regalatomi" gentilmente dal mio "caro amico John" (cit.) al nostro primo incontro e con il quale, mi spiace per lui, lo associerò sempre.Dei Triangolo oggi non vi è traccia, tutto quello che è rimasto è la delirante presentazione presente nelle note dell'LP dai tratti piuttosto misogini ("Gli uomini sono stupidi e le donne ancora di più") che assieme alla foto interna in pieno stile leather-gay inquadra parzialmente il mondo degli "Esseri Triangolo" (cit.).
Nonostante mi sia stato riferito che fossero amici di Amanda Lear musicalmente i tre si dedicano ad un rock-disco delirante con qualche accenno quasi prog. L'iniziale "Voglio tutto" ci proietta direttamente nella groove-disco più stereotipata degli anni '70 e sembra uscire da qualche pellicola porno-soft dell'epoca con un piacevole innesto rock nella parte centrale, purtroppo il testo e l'interpretazione appaiono un po' eccessivi; "Km 94" uscita anche come singolo è il brano più accessibile e "radiofonico" una disco-rock dai forti accenti new wave dominata da un'interpretazione vocale sopra le righe su liriche psichedelico-visionarie.
Con "Il primo anello del potere" si ritorna su atmosfere da colonna sonora con accenti
inequivocabilmente funky e le solite tentazioni colte; la seguente "Wake up man" è il vero gioiello nascosto, potremmo definirla la "Bohemian Rhapsody" dei Triangolo, un brano totale che incorpora scorie punk-nichilistiche nell'incipit "per prima cosa voglio anticipare che in genere tutto mi fa cagare", per poi proseguire con un'invettiva rock-disco-wave che ripete "Wake up man! Fuori la grinta al mondo cosa ci fai", il brano prosegue su questa base con dialoghi a più voci, richiami progressive, polifonie vocali in pieno stile Queen con un finale affidato al solo pianofarte dove si sente anche abbaiare anche un cane (forse un tributo ai Beach Boys di "Caroline No"?).Dopo cotanto piccolo capolavoro camp il gruppo con "Gli affari sono affari" svisa su territori vicini a quelli dei fratelli Gibb per l'uso forzatissimo del falsetto, infarcendo il brano di schitarrate rock su una base disco-dance e con i soliti testi psico-criptici ("il senso del nonsenso non ha per niente senso") portando però la canzone ad attorcigliarsi sterilmente su se stessa. Lo stesso pastrocchio senza capo nè coda è "Marcia trionfale" che deve più di qualcosa alle coeve sigle TV scritte da Vince Tempera.
Un disco caldamente consigliato ai palati più fini soprattutto se ascoltato dopo aver assunto sostanze psicotrope.
"Good bye for now caro John..." (cit.)
Tracklist:
01. Voglio tutto
02. Km 94
03. Il primo anello del potere
04. Wake up man
05. Gli affari sono affari
06. Marcia trionfale













Il Giappone post nucleare ha regalato al mondo i "Kaiju eiga" ("film di mostri giganti"), fucina di innumerevoli mostri, i più famosi dei quali sono Gamera, King Kong (in versione mastodontica da 50 metri contro i 10 dell'originale occidentale del 1933) e soprattutto Gojira, ovvero Godzilla per tutti gli occidentali, un dinosauro sopravvissuto in un isola sperduta del Pacifico che a causa delle bombe nucleari americane è mutato in un cattivissimo mostro nemico dell'umanità, ma anche protettore del Giappone contro gli invasori.
Questa compilation è la cartina tornasole della decadenza del termine "porno" al giorno d'oggi. L'accoppiata porno & musica ha vissuto una trentina di anni fa il suo periodo d'oro come palesa il feticismo odierno per il porno groove di allora, purtroppo le colonne sonore dei film a luci rosse hanno subito via via un ridimensionamento nell'economia delle pellicole hard di pari passo alla decadenza del genere che è definitivamente morto da metà anni '90 in avanti.