Leone Di Lernia - Compilation: I Successi Di Leone Di Lernia (1984 - LP)

È successo l’impossibile.
Suona la prima traccia e per cinque secondi penso “mi è partito il disco di Notorius B.I.G”.
Invece era lui: Big Leone in tutto il suo splendore.
Dubbio fugato quasi subito: è bastato, infatti, l’inconfondibile UÈ pugliese d’attacco, bandiera del buon Di Lernia, per riportarmi nella zona dei Trulli.
Con questa compilation datata 1984 Leone Di Lernia raccoglie i suoi più grandi successi prima della svolta dance.

Ascoltando il disco scopro un Leone inedito, sempre demenziale ma meno trash nel sound.
Premettendo che il format è sempre lo stesso a cui siamo abituati: cover pugliesizzate dei grandi classici che questa volta sono pezzi più ricercati di quelli di CORONA.

S-foggia alcuni omaggi vocali, il più palese ad Armstrong, passando con noncuranza e una certa dose d’ignoranza- suo distintivo- tra i diversi generi.
È un disco completo che ha tutto quello che non avevamo mai chiesto a Leone Di Lernia: latino americano, taranta, blues, funk, disco anni ’70 e il rock anni ’50 che trova massima espressione ne Le Femmine di Trani che a quanto pare vanno in giro con la sottana mentre quelle di Cerignola girano in un’altra maniera intraducibile, ma alla fine dei conti ho capito che tutte vanno in giro mezze nude e a lui sale il sangue alla testa piccina.
È un disco molto sottovalutato, io per prima ne ignoravo l’esistenza pur essendo un’estimatrice di Leone Di Lernia, che racchiude 50 anni di storia della musica internazionale cantata in pugliese.
Particolare che può tranquillamente passare inosservato alle orecchie dei non local: basta avere poca dimestichezza con i dialetti del sud Italia per fantasticare su un qualche slang giamaicano.
HEAR HIM ROAR!

Taniume



Tracklist:
01. Gaccia ad’avè
02. Spusatiella Geuvè
03. U chiengeleuse
04. Americanpuglia
05. Le femmine di Trani
06. Cincilluzzo
07. Sandanicola
08. Zappa Nicò
09. Spremi Spremi
10. Ueludde
11. I guai della Nellezza
12. Non mi puoi ngastre
13. Padron pensaci tu
14. Africa banana

Al Bano & Romina - Cara terra mia (1989 - 7")

Ah, grande annata per Sanremo il 1989. Forse l'edizione peggio presentata della storia (quella dei cosiddetti "figli d'arte", ovvero Rosita Celentano, Paola Dominguin, Danny Quinn, e Gian Marco Tognazzi), forse l'edizione con la vittoria più scontata della storia (già una settimana prima dell'inizio si sapeva che avrebbero vinto Anna Oxa e Fausto Leali), sicuramente l'edizione con alcune delle peggiori canzoni della storia.
A farla da padrone sicuramente questa perla, classificatasi nientepopodimeno che terza! In milioni avranno tentato di rimuoverla dal proprio cervello, a costo di ricorrere ad una lobotomia, ma niente da fare. Quel "Come va, come va? Tutto occhei, tutto occhei!" ripetuto solo quelle 180 volte in 3 minuti di brano non vuole proprio uscire dalla testa.

Dopo averci cantano le meraviglie della vita di coppia. le gioie della vita insieme, la beatitudine della vita matrimoniale, Al Bano e Romina ci regalano questo splendido inno per ecoterroristi. I luoghi comuni non si fanno attendere: già nella prima strofa Al Bano ci dice che:

"Ogni sera dal telegiornale
Vedo che c'è tutto che non va.
Mafia, droga e gente che sta male.
E la colpa di chi mai sarà..."

Quindi Romina ci informa che l'undicesimo comandamento è NON INQUINARE, dopodiché parte a "rappare", (cioè a parlare, perché a cantare proprio non ce la faceva):

"Questo mare che muore di dolore.
I fiumi, che vergogna, quante impurità...
Dal ventre della terra galleggia sopra il mare
Petrolio sui gabbiani e pesce a galleggiar..."

Nel ritornello la poetica raggiunge il climax:

"Cara terra mia,
Nei tuoi giardini i fiori sono già
Siringhe, vetri e oscenità"

Pelle d'oca.
Nella seconda strofa il signor Carrisi si indigna perché alla tv si parla poco dell'effetto serra e "va di moda solo il demenziale".
Davvero non ricordo... aiutatemi voi. Chi è che ha partecipato all'Isola dei famosi nel 2005?

Barbara Ghiotti





Cara Terra Mia

come va, come va?
tutto o.k., tutto o.k.?
come va, come va?
tutto o.k., tutto o.k.?
e il cuore?
si, va bene
ogni sera dal telegiornale
vedo che c'è tutto che va
mafia, drogga e gente che sta male
e la colpa di chi mai sara?
il mare sta morendo di dolore
i fiumi di vergogna e impurita
quel buco nell' ozone fa rumore
che cos' altro poi succedera?
cara terra mia
ti stan spaccando il cuore e tu lo sai
cara terra mia
che razza di futuro troverai?
nei tuoi giardini i fiori sono già
siringhe, vetri e oscientà
cara terra mia
sei l'unica speranza che ci sia
s.o.s. a chi lo capirà!
oggi va di in grande quantità
mentre l'effetto - serra è sempre attuale
dimmi che soluzione ci sarà?

AA.VV. – Cuori italiani (1984 - LP)

Dietro all'album “Cuori italiani” c'è un progetto, anzi due, piuttosto interessante. Correva l'anno 1982 e Bologna, come sempre, era una fucina di idee, musicali e non. Come si apprende dal portale 103.it, tutto iniziò quando alcuni musicisti della scena rock demenziale furono invitati a suonare insieme per un concerto alle Caserme Rosse del capoluogo emiliano. Si trattava di alcuni grandi nomi tra cui Paco D'Alcatraz, al secolo Fabio Ferriani, il compianto Freak Antoni e Fabio Testoni degli Skiantos. Inizialmente i Nostri dovevano formare un solo supergruppo ribattezzato “Paco D'Alcatraz e i Prisoners” ma siccome sembrava che il live sarebbe durato parecchio tempo, i musicisti decisero di presentarsi come due gruppi diversi, quindi non solo col nome di “Prisoners” ma anche come “Astro Vitelli e i Bovines”. Ma la cosa più particolare era che, nonostante i membri fossero gli stessi, le canzoni proposte dalle due formazioni suonavano completamente diverse, come se a suonarle fossero state band differenti. Sempre in quel periodo i musicisti in questione avevano iniziato a collaborare col gruppo di attori del Gran Pavese Varietà, di cui facevano parte Patrizio Roversi e Syusy Blady, presentando siparietti di varietà al Circolo Pavese di Bologna. Da qui a decidere di fare un album tutti insieme il passo fu breve. Così nel 1984 nacque “Cuori Italiani”.

Sempre fedeli allo stile ironico-demenziale, Ferriani, Antoni e compagni si inventarono una sorta di concept album contenente undici brani eseguiti da un solo gruppo, capace però di cambiare registro interpretativo di volta in volta, trasformandosi continuamente in una nuova band, diversa per stile ma anche per nome. E a proposito dello stile, l'idea era quella di attraversare tutti i generi musicali italiani nati nel dopoguerra, dal rock'n'roll al liscio da balera, senza però mai tralasciare la vena umoristica che fa da collante principale a tutto il lavoro, in un connubio così assurdo che è impossibile non amarlo. Si parte così con la ballata “Cuore italiano”, in cui spicca la letterina di un bambino con evidenti problemi familiari che chiede a Babbo Natale di inviargli i soldi dell'affitto poiché “il nonno ha perso tutta la pensione in osteria”, si procede poi col liscio “Sballo A Cesenatico”, intonato da Syusy Blady, che compensa le scarse capacità vocali con una buona dose di simpatia, il rock in puro stile beatlesiano (prima maniera) di “Non toccatemi i capelli”, brano in giusta difesa del sacrosanto diritto di portare i capelli lunghi, poi ancora “Liscio, Gasato on the Rock”, brano a tematica amorosa, che fa subito venire voglia di andare a fare quattro salti, anche cinque, in una qualsiasi balera.

Una menzione va fatta anche alla copertina del disco, che è ancora una volta una citazione ai Beatles, al loro album “Sgt. Pepper's lonely hearts club band”, dove grazie a un fotomontaggio i membri del gruppo sono ritratti al fianco di personaggi – rigorosamente italiani – famosi in diversi ambiti, tra cui si identificano subito Raffaella Carrà e Sandro Pertini.

Curiosità: al disco ha collaborato anche il mitico Lorenz!

Rory


 

Tracklist:
01. Trio Turbina - Cuore Italiano
02. Lorenz Dei Bovines - Ruminante
03. I Ruvidi Del Liscio - Andiamo Al Cral
04. Susy E Le Libere Belle - Miss Italia
05. I Bovines - Come Un Vitello
06. I New Beatniks - Giù Le Mani Dai Capelli
07. Susy E Le Allegre Canotte - Sballo A Cesenatico
08. Tomato Past E I Post-Post - Emilian Dreaming - Romagnol Sound
09. I Ruvidi Del Liscio - Liscio, Gasato On The Rocks
10. I Bovines - Rock'N'Roll Bovino
11. Trio Turbina - Cuore Italiano (Versione Strumentale)

Ruggero de I Timidi - Frutto Proibito (2015 - CD)

Ruggero de I Timidi - Frutto Proibito
Ruggero de I Timidi, all'anagrafe Andrea Sambucco, cabarettista già noto nel giro, esce col suo primo disco.
Probabilmente all'inizio non ci sperava nemmeno lui. Perchè Ruggero non inventa nulla, ma lo fa dannatamente bene.

Mancava un personaggio che facesse demenzialità per tutti, trattando i temi facili facili che piacciono anche, chessò, a quelle coppie che hanno il profilo di Facebook in comune, utilizzando talmente bene la lingua (anche questa potrebbe essere una frase sua) da poter tranquillamente passare non volgare anche quando vuole esserlo.

AA.VV. - Ciao Ciao Bambini (1979 - LP)

AA.VV. - Ciao Ciao Bambini
Molto prima di raccolte come quelle di m2o o delle “Hit Mania” tanto celebri negli anni Novanta, la musica "di classe" trovava il suo buen retiro in compilation dalle copertine sgargianti e dai titoli pseudo-ironici.

È questo il caso di “Ciao Ciao Bambini”, uscito nell'anno del Signore 1979, che contiene (come sbandiera fieramente la copertina) indimenticabili canzoni quali “Mi Scappa la Pipì, Papà” interpretata da uno splendido Pippo Franco, “Raffreddore da Fieno” cantata da Anna Mazzamauro e addirittura alcuni brani in cui il mitico mago Silvan (ve lo ricordate?) illustra alcuni dei suoi trucchi più celebri come la “Telepatia” o “La Scatola Incantata”, il che delude, perché sarebbe stato più divertente se più che spiegarla a voce, avesse messo la sua “magia” in musica. Pazienza. 

Jo Squillo - Balla Italiano (1993 - singolo)

La parabola discendente di Jo Squillo, cominciata a metà anni ’80, aveva già avuto una notevole escalation nel 1991 quando la cantante partecipò al festival assieme ad un altro asso dell'intonazione come Sabrina Salerno, presentando il brano "Siamo Donne".

Jo persevera drammaticamente in questo sprofondamento verso gli inferi più profondi anche negli anni successivi: nel 1992 è nuovamente in gara con un pezzo dal significativo titolo Me Gusta Il Movimento. A pochi minuti dall’inizio della manifestazione canora è clamorosamente squalificata. Venne infatti scoperto che Jo proprio non ce l’aveva fatta a trattenersi ed ansiosa di far sentire al suo pubblico quanto fosse meravigliosa la sua canzone, l’aveva interpretata ad una manifestazione di provincia tipo "Sagra della polpetta". L’anno seguente, nel 1993, la Squillo ci riprova e il suo impegno è premiato.

La cosa veramente drammatica è che Balla Italiano ha pure la pretesa di essere un brano serio. A detta della stessa Jo il pezzo, ispiratole dal fenomeno Tangentopoli, è un invito ai cittadini a reagire e dimostrare che gli italiani non sono solo un popolo di politicaeti maneggioni. Ringrazio tuttora la Squillo perché da sola mai e poi mai sarei arrivata a comprendere il vero significato di cotanto capolavoro.


Più che un serio appello al popolo, Balla Italiano sembra un invito a farsi di pasticche e andare tutti al Privilege. Eppure qualcosa successe; il cittadino italiano medio venne evidentemente toccato da questo brano e decise che era davvero il momento di fare qualcosa per migliorare la sua condizione. Quel qualcosa era eliminare subito Jo Squillo dalla gara. Ci voleva lei per risvegliare in noi la consapevolezza di quanto la musica italiana faccia schifo?

Barbara Ghiotti


Balla Italiano
Go go go godimento
Che fa fa fa fa girare la te te testa
È un giorno di festa
Balla italiano, dai che ci sleghiamo
Balla italiano, non ce la meniamo
Perché c’è tanto da fare se vogliamo cambiare
C’è tanto da dire, non restare a dormire
Non lasciare che gli altri parlino per te
E se tu sei d’accordo, d’accordo con me
Balla italiano, c’hai i conti da pagare
Balla italiano, e un lavoro da inventare
Apri gli occhi e svegliati
Apri gli occhi e guardami
Come siamo diversi
Questo mondo di falsi
Niente ci cambierà
Balla italiano, il tempo sta cambiando
Balla italiano, decidi con chi stai
Perchè c’è tanto da dare, non restare a guardare
È tempo di agire per il nostro avvenire
Non lasciare che gli altri parlino per te
E se tu sei d’accordo muoviti con me
Apri gli occhi e svegliati
Apri gli occhi e guardami
Come siamo diversi
Questo mondo di falsi
Niente ci cambierà
Go go go godimento
Che fa fa fa fa girare la te te testa
È un giorno di festa

Katerine - Magnum (2014 - CD)

Katerine - Magnum
Affrontate questo disco con la giusta dose d'ironia e vi troverete di fronte ad un capolavoro.
Per giusta dose d'ironia intendo ascoltare un ometto francese di mezz'età con baffetto laido, riporto da combattimento, addominale sferico e fare da marpione di locale gay declamare versi come “coi miei grossi testicoli mi compro un Kinder Bueno”.

Siete ancora qui? Bene, benvenuti nel mondo del francese Philippe Katerine, artista multiforme, cantautore anti-conformista, l'ultimo dei dadaisti.