Solitamente non ci addentriamo nel qualunquismo pop spicciolo, ma quando abbiamo messo gli occhi sull’album di Povia con un titolo tra l’autocitazionismo più becero e l’operazione di marketing disperata e una copertina degna delle più fetenti produzioni neomelodiche potevano tirarci indietro?
Il roboante titolo “I Bambini Fanno Rock” fa immediatamente sudare freddo. Se è vero che pop e rock non dovrebbero mai incrociarsi, sono innumerevoli gli artisti che hanno cambiato sponda più volte durante la loro carriera. Quando si passa dal rock al pop è chiara l’intenzione di fare cassa, ma allo stesso tempo non sono pochi i casi di operazione comunque artisticamente non riprovevole. Quando, però, il passaggio avviene in senso contrario ci troviamo sempre di fronte e maldestre tragicommedie da avanspettacolo (qualcuno ricorda “Scimmie” di Marco Masini?) e questo album non fa, ovviamente, eccezione.
Da un certo punto di vista Povia con quegli occhioni azzurri da cucciolo bagnato è ammirevole, uno che nonostante le sue inutili canzoncine banali su temi banalizzati ci crede davvero ed è convinto, oltretutto, di essere un figo.








